Mio riverito Signore,

La Sua gentilezza le fa pensare che io abbia dovuto meravigliarmi non mi vedendo invitato a scrivere per la Rivista; ma davvero io dovrei pure ad essere presuntuoso se stimassi necessario il mio aiuto in un'intrapresa qualsivaglia. Non mi sono dunque meravigliato, né ella ha bisogno alcuno alcuno di giustificazioni; piuttosto è mio dovere ringraziarla della sua lettera e delle molte garbatezze che vi si contengono. Dirle che mi riuscì cara, è dir cosa che anche da sé stessa si intende, poiché ognuno che onestamente coltiva uno studio cura non poco di poter stringere legami con quanti lavorano nel medesimo campo. Appena mi sia possibile cercherò di mandare qualche cosuccia per il giornale, che mi rallegro di veder bene avviato, a al quale auguro ogni fortuna. Né questa gli può mancare, affidato com'è ad ottime mani, che certo non risparmieranno fatica per far sì che esso cresca onore all'Italia presso gli stranieri che si occupano dei medesimi studii. Che dei miei non venga subito in luce un giudizio, non mi può certo spiacere; anche in questo vedo una prova manifesta della serietà di propositi colla quale Ella e i colleghi Suoi si sono convinti a un'impresa né leggiera né facile. Non so s'io mi inganni, ma io temo che una delle cagioni che ritardano in Italia il progredire degli Studi s'abbia a cercare nella mancanza di una critica diretta unicamente al bene della scienza, la quale si faccia da tutti rispettare, e in primo luogo dagli autori stessi, quand'anche si trovino sferzati.

Di nuovo ringraziandola, mi dico con simpatia Suo devotissimodev.mo
Pio Rajna

Info

Mittente: Pio Rajna
Destinatario: Erneto Monaci
Data: 30 gennaio 1873

Fonte: Lettera di Pio Rajna a Ernesto Monaci del 30 gennaio 1873. Fondo Monaci, busta n°22. Società Filologica Romana. Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali. Università Sapienza di Roma

Trascrizione: Maria Teresa Rachetta
Codifica: Martina D'Arcangelo

Citare:

   Licenza Creative Commons Laboratorio Monaci 2017